Chi si avvicina per la prima volta all'acquisto di un'attività commerciale fa quasi sempre la stessa domanda, di solito dopo il primo o secondo contatto con un venditore: quanto tempo ci vorrà davvero? La risposta onesta è "dipende", ma è possibile scomporre il percorso in fasi concrete, ciascuna con tempistiche indicative.
Fase 1: ricerca e primo contatto
La durata di questa fase dipende quasi interamente da quanto sei flessibile su settore, zona e budget. Chi ha requisiti molto specifici (una categoria di nicchia, una città precisa, un budget ristretto) può impiegare mesi solo per trovare un annuncio realmente in linea con quello che cerca. Chi invece è più flessibile può individuare candidati interessanti nel giro di poche settimane, soprattutto se si affida a un portale verticale con annunci già filtrati per categoria, invece di cercare genericamente online.
Fase 2: due diligence
Una volta individuata un'attività che interessa davvero, si apre la fase di verifica: bilanci, contratti, licenze, situazione del personale — tutto quello che abbiamo raccolto nella nostra checklist di due diligence. È la fase più variabile in assoluto, e dipende soprattutto da un fattore: quanto è pronta la documentazione del venditore. Se bilanci ed elenchi sono già organizzati, questa fase può richiedere poche settimane; se invece la documentazione va ricostruita pezzo per pezzo, o emergono dati che richiedono approfondimenti (un contenzioso, un debito non dichiarato, un'autorizzazione da verificare), i tempi si allungano sensibilmente, anche di diversi mesi.
Fase 3: dalla proposta al preliminare
Quando la due diligence si chiude positivamente, si formalizza una proposta economica e si arriva al contratto preliminare (o compromesso), che fissa gli impegni reciproci e le condizioni definitive prima dell'atto finale. Questo passaggio richiede tipicamente poche settimane, a meno che non emergano punti di disaccordo su clausole specifiche — garanzie richieste dall'acquirente, tempi di pagamento, o condizioni legate al contratto di locazione se l'attività è "senza muri".
Fase 4: il rogito o l'atto di cessione
L'ultimo passaggio è la stipula dell'atto definitivo, davanti al notaio se è coinvolto un immobile, o tramite atto di cessione d'azienda negli altri casi. Se il finanziamento richiede tempi bancari (istruttoria, delibera, eventuale garanzia del Fondo di Garanzia PMI di cui abbiamo parlato in un altro articolo), questa fase può richiedere alcune settimane aggiuntive rispetto a un acquisto interamente con capitale proprio.
Quanto tempo serve, in totale, per settore
I tempi complessivi variano molto in base alla categoria di attività. Per un negozio al dettaglio si parla generalmente di 3-7 mesi dal primo contatto alla chiusura; per un ristorante o una pizzeria, la forbice sale a 5-10 mesi, complice la maggiore complessità nella verifica di licenze e attrezzature; per attività di servizi più semplici, i tempi possono ridursi a 2-5 mesi; per attività sanitarie o poliambulatori, dove i requisiti professionali e autorizzativi sono più stringenti, si arriva anche a 6-14 mesi.
Cosa accelera (o rallenta) davvero il processo
Il fattore che incide di più sui tempi non è quasi mai il settore in sé, ma la qualità della preparazione di entrambe le parti. Un'attività con documentazione già pronta, un prezzo allineato al mercato e un contratto di locazione solido si chiude molto più rapidamente di una identica sulla carta ma con bilanci disordinati o un prezzo fuori mercato. Allo stesso modo, un acquirente che arriva preparato — con capitale già verificato o una pratica di finanziamento già impostata — evita uno dei colli di bottiglia più comuni: scoprire solo a trattativa avanzata di non avere accesso al finanziamento previsto.
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